venerdì, 28 settembre 2007
DUE PAROLE PRIMA DI INIZIARE

- art by Luca Oleastri -
Due parole prima di iniziare, davvero. Prima di iniziare un’avventura che speriamo sia più duratura di tante meteore che appaiono e scompaiono nel mondo dell’editoria, e in particolare in quello delle riviste, che oggi già nascono con i giorni contati, su progetti editoriali effimeri e legati a mode del momento.
Noi invece approfittiamo di un modo nuovo di fare editoria, che consente anche di rischiare sui sogni, sulle più fugaci intuizioni, o sulla speranza che agli altri piaccia quello che fa vibrare i nostri cuori.
Ed è dunque da un atto d’amore che nasce ogni piccola o grande impresa, come questa nostra che germoglia dalla passione per il racconto fantastico, per la fiaba, per la poesia che viene da mondi lontani e, ovviamente o principalmente, per le seduzioni della fantascienza.
Un genere letterario, questo, oggi ben vivo, ma anche in difficoltà, per un crescente snobismo nei suoi confronti che fa sì che esso debba nascondersi sotto altre etichette, con autori che magari camuffano le loro opere di fantascienza sotto l’etichetta del thriller o dell’horror, oggi molto più di moda e apprezzati, un po’ di paura gratuita per esorcizzare quelle molto più costose della vita reale.
La fantascienza, accomunata a strane fumisterie, o associata alla noia mortale dei dibatti degli anni settanta, segna allora il passo nelle librerie, dove ha perso il suo scaffale, e cerca nuovi spazi, dove gli appassionati di sempre la inseguono con ostinazione, corrompendo piccole schiere di giovani, iniziandoli ai fumosi riti del racconto tematico, avventuroso, e difficilmente scontato.
Chi non li frequenta non lo sa, ma anche in Italia, avvengono incontri, convention, festival, spesso occasione di banchetti degni di Asterix e Obelix, durante i quali si commenta il proliferare del fantasy, si ricordano i film di serie b degli anni cinquanta, o l’ultima uscita libraria di Urania, della Perseo o della Delos, per citare alcune delle sigle editoriali più impegnate del settore.
Noi, senza pretese ma con molto entusiasmo, ci affacciamo a questo mondo che data eoni di esperienza, che ha visto periodi esaltanti e tremendi tracolli, col desiderio di resuscitare, almeno per un po’, una vecchia abitudine, quella del racconto illustrato.
Oggi confinata, esilio di lusso non c’è che dire, nell’editoria per bambini e per ragazzi, l’illustrazione del racconto è quasi totalmente scomparsa nelle pubblicazioni destinate agli adulti.
Un paradosso, in un certo senso. Forniamo immagini precostituite ai bambini, che certo di immaginazione ne hanno da vendere, ovviamente per invogliarli alla lettura, e non la diamo agli adulti, che hanno probabilmente lasciato gran parte della propria immaginazione, agonizzante, sui banchi di scuola o che l’hanno faticosamente tenuta un po’ in vita, magari con l’aiuto di qualche bicchiere nei bistrot.
Invece gli adulti, e in particolare quelli che amano il racconto fantastico, provano un piacere quasi fisico per la bella immagine, e, come fanciulli, sono pronti a spiare l’immagine che appare nella pagina seguente, in cerca di una traccia che faccia loro intuire in anticipo come si svilupperà la storia.
Per questo Short Stories, presenta appunto brevi racconti di autori noti e ignoti, ma appositamente e sontuosamente illustrati, sperando che il lettore non sappia bene rispondere alla domanda se ha acquistato la rivista per i testi o per le illustrazioni.
Ma noi lo sappiamo, l’ha acquistata per sognare un mondo migliore.
Per la redazione di Short Stories
Giorgio Sangiorgi